Schermaglie alle elezioni del Consorzio di bonifica ''Ionio crotonese'': la parola al presidente Roberto Torchia

Venerdì scorso (22 novembre) il presidente del Consorzio di bonifica “Ionio crotonese”, Roberto Torchia, ha convocato una conferenza stampa dopo aver denunciato, in un esposto, i fatti che lo hanno costretto a rivolgersi, negli ultimi 15 giorni, più volte alle forze dell’ordine. Da ultimo, la situazione che ha visto infuocata la seduta di insediamento del nuovo Consiglio dei delegati del 19 novembre scorso. Riunione che è stata definita dal presidente «una brutta pagina che nessuno poteva preventivare». «Ma al centro della conferenza stampa – scrive il consorzio – Roberto Torchia ha voluto subito sottolineare l'equivoco di fondo: c’è chi ha interesse a scambiare il Consorzio come chi deve risolvere il problema dell'acqua mentre, gestendo risorse quantitative scarse in favore della produzione di energia, riesce, con mille miracoli, a fornirla comunque a tutti. Per questa ragione ha rammentato, circostanziandolo, il ciclo dell’acqua nella provincia di Crotone; ribadendo che le ragioni del mondo agricolo nel pretendere quantità e rilasci che in questa regione sono pure possibili grazie alla lungimiranza di poter attingere a laghi artificiali, sono da sempre ragioni e risposte della mission del Consorzio stesso; in questo ultimo biennio in particolar modo sono divenute ragioni e studi alla base di una battaglia politica, istituzionale e sindacale che ha visto accanto al Consorzio la sola Coldiretti. Detto ciò e ringraziando dipendenti, struttura, sindacati e nuovi consiglieri, il presidente Torchia ha voluto ribadire che «alcuni paletti devono essere messi e alcuni comportamenti non possono essere accettati in un contesto di civiltà». Ed è dunque iniziato il racconto di Roberto Torchia circa l’elezione dei consiglieri delegati nella (unica) lista di Coldiretti che ha pensato di coinvolgere i coltivatori agitati per via delle carenze dell'acqua per gli ortaggi e finocchi; per fare in modo che si rendessero conto e che facessero ancora più forte ed incisiva una battaglia istituzionale. Quindi è stato inserito nella lista dei candidati il signor Nicastro esterno all'organicità di Coldiretti, unica (necessario ripeterlo e sottolinearlo) ad aver presentato lista elettorale. Subito dopo le elezioni, però, lo stesso gruppo, con a capo il rappresentante entrato in Consiglio solo grazie all'ospitalità della Coldiretti, rivendicava di entrare anche nella Deputazione (organismo esecutivo) pretendendo anche il ruolo di vicepresidente, perché a loro dire «il lago di S. Anna è nel territorio di Isola e dobbiamo comandare noi” (giusto per riferire l'unica frase riportabile). Lo stesso presidente Torchia ha dunque comunque cercato di avviare un ragionamento, ma invano. Ed è così che denuncia, Torchia, una doppia morale della politica, che è consapevole a parole ma poi spesso è molto, troppo, evanescente quando si tratta di fare delle scelte; denuncia che sarà ancora più chiara nella circospezione degli eventi. Lamenta, il Presidente, che le pressioni sono cominciate già da 10 giorni prima, quando un gruppo di agricoltori si è recato alla Coldiretti Cosenza per perorare la loro causa e venerdì mattina circa 30 persone hanno occupato la sede del Consorzio; sempre con un crescente atteggiamento davvero inenarrabile. Il Presidente Torchia è così andato in Questura per esternare l'accaduto e chiedere consigli, facendo pure istanza per chiedere alla Polizia di essere presente alla importante riunione dell'insediamento del Consiglio che avrebbe dovuto votare (così come comunque è poi accaduto) gli organismi. Lunedì è stato chiesto un altro incontro al Consorzio e si presentano in ufficio circa 30 persone nell'ufficio di presidenza, e gli insulti e le minacce sono aumentati. Parlato con i consiglieri per le vie brevi, si è deciso di andare avanti lo stesso. Mezz'ora prima del Consiglio sono arrivate le solite 30 persone ad occupare la sede ed è subito intervenuta la Digos di fronte alla quale sono proseguite minacce ed improperi. Nello stesso giorno, intorno all'una e mezza il Presidente aveva pure ricevuto una telefonata in cui un funzionario della Regione gli chiede, a nome del presidente Oliverio, di rinviare il Consiglio. In questa incresciosa telefonata Roberto Torchia ha fatto comunque notare come reputasse assolutamente inopportuna la stessa telefonata, ed ancora più il contenuto della stessa. E le perplessità riguardavano sia l'indipendenza amministrativa che i termini imminenti di scadenza del provvedimento di seduta del Consiglio, ma, soprattutto, per i condizionamenti ed i modi che sarebbero dovuti essere ritenuti da tutti inaccettabili ed irricevibili. Ma forse qualcuno aveva proprio l'interesse di spostare le istanze che vedono il Consorzio di Bonifica chiedere con carte, studi ed argomentazioni circostanziate la rivisitazione di una convenzione di concessione dell'acqua datata 1969! I dipendenti, riunitisi in autoconvocazione assieme alle rappresentanze di Cgil, Cisl e Uil, hanno prodotto un documento di solidarietà»

Schermaglie alle elezioni del Consorzio di bonifica ''Ionio crotonese'': la parola al presidente Roberto Torchia

Schermaglie alle elezioni del Consorzio di bonifica ''Ionio crotonese'': la parola al presidente Roberto Torchia

Venerdì scorso (22 novembre) il presidente del Consorzio di bonifica “Ionio crotonese”, Roberto Torchia, ha convocato una conferenza stampa dopo aver denunciato, in un esposto, i fatti che lo hanno costretto a rivolgersi, negli ultimi 15 giorni, più volte alle forze dell’ordine. Da ultimo, la situazione che ha visto infuocata la seduta di insediamento del nuovo Consiglio dei delegati del 19 novembre scorso. Riunione che è stata definita dal presidente «una brutta pagina che nessuno poteva preventivare». «Ma al centro della conferenza stampa – scrive il consorzio – Roberto Torchia ha voluto subito sottolineare l'equivoco di fondo: c’è chi ha interesse a scambiare il Consorzio come chi deve risolvere il problema dell'acqua mentre, gestendo risorse quantitative scarse in favore della produzione di energia, riesce, con mille miracoli, a fornirla comunque a tutti. Per questa ragione ha rammentato, circostanziandolo, il ciclo dell’acqua nella provincia di Crotone; ribadendo che le ragioni del mondo agricolo nel pretendere quantità e rilasci che in questa regione sono pure possibili grazie alla lungimiranza di poter attingere a laghi artificiali, sono da sempre ragioni e risposte della mission del Consorzio stesso; in questo ultimo biennio in particolar modo sono divenute ragioni e studi alla base di una battaglia politica, istituzionale e sindacale che ha visto accanto al Consorzio la sola Coldiretti. Detto ciò e ringraziando dipendenti, struttura, sindacati e nuovi consiglieri, il presidente Torchia ha voluto ribadire che «alcuni paletti devono essere messi e alcuni comportamenti non possono essere accettati in un contesto di civiltà». Ed è dunque iniziato il racconto di Roberto Torchia circa l’elezione dei consiglieri delegati nella (unica) lista di Coldiretti che ha pensato di coinvolgere i coltivatori agitati per via delle carenze dell'acqua per gli ortaggi e finocchi; per fare in modo che si rendessero conto e che facessero ancora più forte ed incisiva una battaglia istituzionale. Quindi è stato inserito nella lista dei candidati il signor Nicastro esterno all'organicità di Coldiretti, unica (necessario ripeterlo e sottolinearlo) ad aver presentato lista elettorale. Subito dopo le elezioni, però, lo stesso gruppo, con a capo il rappresentante entrato in Consiglio solo grazie all'ospitalità della Coldiretti, rivendicava di entrare anche nella Deputazione (organismo esecutivo) pretendendo anche il ruolo di vicepresidente, perché a loro dire «il lago di S. Anna è nel territorio di Isola e dobbiamo comandare noi” (giusto per riferire l'unica frase riportabile). Lo stesso presidente Torchia ha dunque comunque cercato di avviare un ragionamento, ma invano. Ed è così che denuncia, Torchia, una doppia morale della politica, che è consapevole a parole ma poi spesso è molto, troppo, evanescente quando si tratta di fare delle scelte; denuncia che sarà ancora più chiara nella circospezione degli eventi. Lamenta, il Presidente, che le pressioni sono cominciate già da 10 giorni prima, quando un gruppo di agricoltori si è recato alla Coldiretti Cosenza per perorare la loro causa e venerdì mattina circa 30 persone hanno occupato la sede del Consorzio; sempre con un crescente atteggiamento davvero inenarrabile. Il Presidente Torchia è così andato in Questura per esternare l'accaduto e chiedere consigli, facendo pure istanza per chiedere alla Polizia di essere presente alla importante riunione dell'insediamento del Consiglio che avrebbe dovuto votare (così come comunque è poi accaduto) gli organismi. Lunedì è stato chiesto un altro incontro al Consorzio e si presentano in ufficio circa 30 persone nell'ufficio di presidenza, e gli insulti e le minacce sono aumentati. Parlato con i consiglieri per le vie brevi, si è deciso di andare avanti lo stesso. Mezz'ora prima del Consiglio sono arrivate le solite 30 persone ad occupare la sede ed è subito intervenuta la Digos di fronte alla quale sono proseguite minacce ed improperi. Nello stesso giorno, intorno all'una e mezza il Presidente aveva pure ricevuto una telefonata in cui un funzionario della Regione gli chiede, a nome del presidente Oliverio, di rinviare il Consiglio. In questa incresciosa telefonata Roberto Torchia ha fatto comunque notare come reputasse assolutamente inopportuna la stessa telefonata, ed ancora più il contenuto della stessa. E le perplessità riguardavano sia l'indipendenza amministrativa che i termini imminenti di scadenza del provvedimento di seduta del Consiglio, ma, soprattutto, per i condizionamenti ed i modi che sarebbero dovuti essere ritenuti da tutti inaccettabili ed irricevibili. Ma forse qualcuno aveva proprio l'interesse di spostare le istanze che vedono il Consorzio di Bonifica chiedere con carte, studi ed argomentazioni circostanziate la rivisitazione di una convenzione di concessione dell'acqua datata 1969! I dipendenti, riunitisi in autoconvocazione assieme alle rappresentanze di Cgil, Cisl e Uil, hanno prodotto un documento di solidarietà»