Vittime prostituzione adescate su social: i particolari dell'operazione condotta a Isola Capo Rizzuto con 7 arresti

Adescavano le povere vittime creando profili falsi Facebook e raggiungendole nella madrepatria in Romania per poi condurle in Italia, precisamente a Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone, dove aveva inizio il loro calvario. Le indagini sono partite nell’autunno passato quando è partita la denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. È stata così smantellata un’organizzazione criminale finalizzata allo sfruttamento della prostituzione che ha portato all’emissione di 7 ordinanze di custodia cautelare (6 quelle eseguite). I dettagli dell'operazione sono stati riferiti nel corso di una conferenza stampa odierna svoltasi presso il Comando provinciale dei carabinieri di Crotone. Sono stati i militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto ha eseguire i provvedimenti emessi gip di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica. Ai 7 indagati (4 in custodia cautelare in carcere e 3 ai domiciliari) vengono contestati i reati di associazione per delinquere e reclutamento di donne ai fini di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per uno di loro sono contestati anche la violenza sessuale, lesioni personali aggravate e minaccia aggravata. A finire nella rete degli inquirenti sono stati: Sebi Costel Dragoi, cittadino romeno, di 23 anni, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Aurel Petrica Dragoi, cittadino romeno di 25 anni destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Vito Vallone, nato a Isola di Capo Rizzuto, di 48 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Giovanni Cristofalo, nato a Isola di Capo Rizzuto di 82 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Francesco Carmine Verterame, nato a Isola di Capo Rizzuto di 63 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; e Alexandra Galion, cittadina romena di 19 anni, destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari. L’indagine è stata condotta dalla Tenenza Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto (KR) dall’ottobre 2018 a gennaio 2019, mediante servizi di osservazione, controllo, pedinamento e attività tecniche d’intercettazione, e colpisce un gruppo criminale che, nel periodo delle investigazioni, ha adescato giovani donne dell’est Europa al fine di avviarle alla prostituzione, in alcuni casi per costringerle è stata usata nei loro confronti violenza e minacce gravi. Le indagini sono partite dalla denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. La giovane donna, rassicurata dai militari, ha raccontato così la sua storia di violenza e costrizioni, liberandosi dal giogo che la portava a vendersi sulla strada. Ora la giovane è affidata ai servizi sociali è a avviato un percorso di recupero. L’attività investigativa ha consentito di individuare l’intero sodalizio criminale, composta da 7 indagati uno dei quali attualmente si trova in Romania, inoltre sono state individuare altre due persone di nazionalità italiana, responsabili del reato di tentato furto, e un minorenne responsabile del reato di detenzione illegale e vendita di arma da fuoco clandestina.

Vittime prostituzione adescate su social: i particolari dell'operazione condotta a Isola Capo Rizzuto con 7 arresti

Vittime prostituzione adescate su social: i particolari dell'operazione condotta a Isola Capo Rizzuto con 7 arresti

Adescavano le povere vittime creando profili falsi Facebook e raggiungendole nella madrepatria in Romania per poi condurle in Italia, precisamente a Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone, dove aveva inizio il loro calvario. Le indagini sono partite nell’autunno passato quando è partita la denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. È stata così smantellata un’organizzazione criminale finalizzata allo sfruttamento della prostituzione che ha portato all’emissione di 7 ordinanze di custodia cautelare (6 quelle eseguite). I dettagli dell'operazione sono stati riferiti nel corso di una conferenza stampa odierna svoltasi presso il Comando provinciale dei carabinieri di Crotone. Sono stati i militari della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto ha eseguire i provvedimenti emessi gip di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica. Ai 7 indagati (4 in custodia cautelare in carcere e 3 ai domiciliari) vengono contestati i reati di associazione per delinquere e reclutamento di donne ai fini di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Per uno di loro sono contestati anche la violenza sessuale, lesioni personali aggravate e minaccia aggravata. A finire nella rete degli inquirenti sono stati: Sebi Costel Dragoi, cittadino romeno, di 23 anni, destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Aurel Petrica Dragoi, cittadino romeno di 25 anni destinatario della misura cautelare della custodia in carcere; Vito Vallone, nato a Isola di Capo Rizzuto, di 48 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Giovanni Cristofalo, nato a Isola di Capo Rizzuto di 82 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; Francesco Carmine Verterame, nato a Isola di Capo Rizzuto di 63 anni, destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari; e Alexandra Galion, cittadina romena di 19 anni, destinataria della misura cautelare degli arresti domiciliari. L’indagine è stata condotta dalla Tenenza Carabinieri di Isola di Capo Rizzuto (KR) dall’ottobre 2018 a gennaio 2019, mediante servizi di osservazione, controllo, pedinamento e attività tecniche d’intercettazione, e colpisce un gruppo criminale che, nel periodo delle investigazioni, ha adescato giovani donne dell’est Europa al fine di avviarle alla prostituzione, in alcuni casi per costringerle è stata usata nei loro confronti violenza e minacce gravi. Le indagini sono partite dalla denuncia di una delle “schiave” che, dopo essere fuggita dai suoi aguzzini, ha cercato rifugio presso la caserma dei Carabinieri. La giovane donna, rassicurata dai militari, ha raccontato così la sua storia di violenza e costrizioni, liberandosi dal giogo che la portava a vendersi sulla strada. Ora la giovane è affidata ai servizi sociali è a avviato un percorso di recupero. L’attività investigativa ha consentito di individuare l’intero sodalizio criminale, composta da 7 indagati uno dei quali attualmente si trova in Romania, inoltre sono state individuare altre due persone di nazionalità italiana, responsabili del reato di tentato furto, e un minorenne responsabile del reato di detenzione illegale e vendita di arma da fuoco clandestina.