Monta la protesta degli esercenti crotonesi: «Finanziamenti a fondo perduto e stop a tasse 2020»

Finanziamenti a fondo perduto per tutti i codici Ateco, annullamento delle tasse per il 2010 e un “ristoro” per le insanabili perdite economiche subite nei due mesi del lockdown. È quanto hanno chiesto i commercianti di Crotone che, questa mattina, come in altre parti d’Italia, hanno dato vita a una manifestazione silenziosa, ma significativa in piazza della Resistenza con la simbolica consegna delle chiavi dei propri esercizi nel palazzo comunale. Chiedono anche certezze sulla cosiddetta ripartenza che prende il via oggi con l’introduzione del Dpcm per la Fase 2.

Resta molto ancora da capire anche su come gli esercizi pubblici, bar e ristoranti, ma anche estetisti e parrucchieri ad esempio, potranno rialzare la serranda garantendo sicurezza ai clienti, ma anche a sé stessi e senza incappare in sanzioni. Hanno perso tutta qualla pazienza che, in questi due mesi, aveva maturato in loro la certezza di abbassare le serrande in ragione del proprio Paese e del bene collettivo.

Ma adesso chiedono sostegno gli esercenti e non vogliono più attendere sui ritardi che dal governo centrale si registrano nell’elargizione dei sostegni all’economia fin qui previsti. Non vogliono soprattutto indebitarsi nuovamente e per un numero di anni non meglio precisato attraverso le disposizione del decreto “Cura Italia”. Crotone, questa mattina, è sembrata la città che riparte, ancora viva ma segnata da questi due mesi di desolazione e incertezze.

Monta la protesta degli esercenti crotonesi: «Finanziamenti a fondo perduto e stop a tasse 2020»

Monta la protesta degli esercenti crotonesi: «Finanziamenti a fondo perduto e stop a tasse 2020»

Finanziamenti a fondo perduto per tutti i codici Ateco, annullamento delle tasse per il 2010 e un “ristoro” per le insanabili perdite economiche subite nei due mesi del lockdown. È quanto hanno chiesto i commercianti di Crotone che, questa mattina, come in altre parti d’Italia, hanno dato vita a una manifestazione silenziosa, ma significativa in piazza della Resistenza con la simbolica consegna delle chiavi dei propri esercizi nel palazzo comunale. Chiedono anche certezze sulla cosiddetta ripartenza che prende il via oggi con l’introduzione del Dpcm per la Fase 2.

Resta molto ancora da capire anche su come gli esercizi pubblici, bar e ristoranti, ma anche estetisti e parrucchieri ad esempio, potranno rialzare la serranda garantendo sicurezza ai clienti, ma anche a sé stessi e senza incappare in sanzioni. Hanno perso tutta qualla pazienza che, in questi due mesi, aveva maturato in loro la certezza di abbassare le serrande in ragione del proprio Paese e del bene collettivo.

Ma adesso chiedono sostegno gli esercenti e non vogliono più attendere sui ritardi che dal governo centrale si registrano nell’elargizione dei sostegni all’economia fin qui previsti. Non vogliono soprattutto indebitarsi nuovamente e per un numero di anni non meglio precisato attraverso le disposizione del decreto “Cura Italia”. Crotone, questa mattina, è sembrata la città che riparte, ancora viva ma segnata da questi due mesi di desolazione e incertezze.